Posts tagged ‘politica’

Cinici, reazionari ed ignoranti. Tiè

Ci risiamo: Massimo D’Alema, colui che da sempre si ritiene il migliore statista di questa Repubblica, attribuisce patenti da “inferiori” ai concittadini che non la pensano come lui, quelli che fanno parte di “questa Italia cinica, reazionaria ed ignorante”.

Il famoso “complesso di superiorità” del lider maximo continua. D’Alema non è nuovo ad uscite sprezzanti riferite ai propri consimili rei di avere opinioni diverse dalla sua (in questo caso la posizione nei confronti di Hamas). Stavolta però il suo severo giudizio non è rivolto solo i suoi avversari politici del centro-destra, ma anche alla gran parte dei propri compagni di partito del PD, più tiepidi di lui (o di Michele Santoro, per dire) nel sostenere le ragioni palestinesi.

Per Massimo D’Alema è giunta l’ora di dirla tutta: la democrazia è fallita, viva l’oligarchia delle elites intellettuali, di quelli bravi, acculturati e preparati, quelli che leggono libri e giornali, gli unici in grado di interpretare la Storia e di guidare noi popolo bue. Non ce ne sono tanti, in giro per il mondo: che culo, noi italici che possiamo contare su di lui.

18 gennaio 2009 at 08:13 Lascia un commento

C’è ancora bisogno della Sinistra?

Nel maggio scorso, subito dopo la vittoria di Berlusconi e la scomparsa dell’ala più estrema della Sinistra, Lucio Caracciolo sull’Espresso, dopo aver osservato che nei grandi Paesi europei la Sinistra era ancora in sella solo in Spagna con Zapatero, si chiedeva “Dov’è finita la Sinistra?”, cercando di analizzare i perché delle difficoltà di questa parte politica storicamente tanto importante.

… la ragione prima delle difficoltà delle sinistre, almeno di quelle riformiste [è che] il Novecento si è chiuso sulla loro vittoria. I diritti di base dei lavoratori, la democrazia, lo Stato sociale, le libertà civili, sono realtà più o meno affermate nell’Europa occidentale. Dopo la fine della Guerra Fredda, fra molte contraddizioni, si stanno consolidando almeno in alcuni degli ex satelliti europei di Mosca. Non è facile – anzi è impossibile – reinventare un altro set di obiettivi paragonabili a quello per cui generazioni di militanti progressisti si sono dedicate da oltre un secolo. Ha ancora senso, dunque, la sinistra? Non è una grandiosa ma ormai esausta pianta, che ha dato quanto poteva?

Mi è tornato in mente questo vecchio articolo mentre seguivo ieri sera “Ottoemezzo” (La7) in cui Lilli Gruber intervistava il segretario di PRC, Paolo Ferrero, e quello di Sinistra Democratica, Fabio Mussi. Due pezzi (anzi i due pezzetti più grossi) della miriadi di partitini dell’unovirgolaqualcosa in cui si è frantumata la Sinistra estrema prima e dopo il voto della scorsa primavera. Ora, a quanto pare, Rifondazione è alla vigilia di una nuova scissione, relativa alla corrente minoritaria che fa capo a Nichi Vendola.

In questi gioni, a Sinistra, si è parlato molto del nulla (penso che il fondo si sia toccato col “complesso dibattito interno a Rifondazione sul significato della caduta del Muro di Berlino”). Seguendo le vicende di Sansonetti e di Liberazione mi sono trovato a riflettere che quello che non c’è è un progetto politico chiaro, comprensibile ai cittadini e svincolato da vecchie sovrastrutture ideologiche. La Sinistra estrema non sembra saper più dire “qualcosa di sinistra” che sia anche “pratico”, raggiungibile in concreto.

Eppure è proprio quello che dovrebbe provare a fare, specie in periodi di crisi come questo, dove l’intervento statale nell’economia sembra essere ridiventato “possibile”, perché riconosciuto necessario anche da coloro che una volta sventolavano fieri la bandiera del liberismo (Tremonti, per esempio). Un momento storico che poteva costituire la premessa per un’insperata rivincita di quella parte della Sinistra che propugna le ragioni del sociale contro l’individualismo imperante. E lo spazio c’e: è quello lasciato libero dal balbettio di Veltroni e dalla vacuita di Di Pietro sui temi sociali.

Ma questa Sinistra non sembra in grado di cogliere l’attimo, imbrigliata com’è fra sottili distinguo personalistici.

Concludeva Caracciolo mesi fa:

la destra si riscopre ‘sociale’, rubando alla sinistra metodi, obiettivi e infine elettori.

Parole attuali le sue: ormai anche la Destra si è impossessata di questi temi un tempo appannaggio quasi esclusivo della Sinistra.
E così facendo – aggiungo io – ha reso sempre più evidente l’inutilità del chiacchiericcio vuoto dei piccoli lider maximi nostrani.

15 gennaio 2009 at 08:09 6 commenti


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