Posts tagged ‘berlusconi’

15 gennaio 2010

E’ la data in cui si terrà la prima udienza della causa civile che l’on. Silvio Berlusconi ha intentato contro il quotidiano “L’Unità”, il suo direttore, Concita De Gregorio e due altre giornaliste per diffamazione a mezzo stampa. “L’Unità” ha pubblicato sul suo sito l’atto di citazione.

Stando all’atto di citazione, gli articoli incriminati, pubblicati il 13 luglio ed il 6 agosto scorsi, raccontano – parlandone direttamente o con allusioni e perifrasi – del comportamento del Presidente del Consiglio che avrebbe barattato posti di ministra con prestazioni sessuali. Il sospetto, per la verità, non è affatto nuovo: se ne era parlato già proprio all’epoca delle nomine relative all’attuale governo.

Solo che, recentemente, il senatore Paolo Guzzanti (eletto in Forza Italia ed oggi allontanatosi dal partito) ne aveva ampiamente riparlato nelle dichiarazioni del 5 agosto in cui definiva mr.B – fra l’altro – “un gran porco”.

Riprendendo le affermazioni di Guzzanti, negli articoli “incriminati” si fa riferimento ad intercettazioni telefoniche contenenti conversazioni  irriferibili al punto che – addirittura – sarebbero state oggetto di ordine di distruzione da parte del Presidente della Repubblica (che però smentisce) ma che, nonostante ciò, circolavano nelle redazioni e sono state ascoltate da centinaia di persone fra cui i direttori dei principali giornali. Nel suo fondo del 6 agosto la direttrice dell’Unità afferma di averli anche “visti”. Se così è, verrebbe da chiedersi perché non li abbia anche pubblicati, in nome del suo diritto-dovere di informarci, in nome di quella “libertà di stampa” che si vorrebbe limitata tanto da farne oggetto di una imminente, specifica manifestazione di piazza.

Io credo che, sic stantibus rebus, se vorrà evitare la condanna (Berlusconi ha chiesto un paio di milioni di euro per danni morali) la De Gregorio e la sua “Unità” dovranno esibire queste intercettazioni o almeno fornire qualche prova della loro esistenza e del loro contenuto. Ne vedremo delle belle: basta avere pazienza qualche mese.

Intanto oggi “L’Unità” esce con un significativo “Come i fascisti”. Ah… e non manca un accenno di genere: “Berlusconi querela le donne dell’Unità”.

Mi chiedo – sarò un ingenuo, lo ammetto: ma, dopotutto, non si tratta di una querela di parte di fronte ad un tribunale? “L’Unità” porti le sue ragioni davanti al giudice e sarà ascoltata, e poi lo stesso giudice deciderà se vi sia stata o no diffamazione a mezzo stampa. O forse “l’Unità” non si fida (più) della Magistratura?

3 settembre 2009 at 06:33 11 commenti

Tanto di cappello, mr.B.!

Stavo per scrivere una mia riflessione riguardo a quello che oggi si trova scritto su tutti i giornali. Ossia sulle affermazioni di Berlusconi in merito alla pletoricità di un Parlamento che ha due Camere una duplicato dell’altra e nel quale il ruolo di parlamentari non più eletti ma nominati si è ridotto a pigiare i tasti alle votazioni. Ben pagati per pigiare, beninteso.

Avrei scritto, semplicemente, che quello che Berlusconi ha detto (brutalmente, se volete) corrisponde nella sostanza a quello che pensiamo tutti, e che ci diciamo nelle conversazioni politologiche al bar, a destra come a sinistra. Ma ho trovato chi ha scritto la stessa cosa prima e meglio di me. E allora, tanto vale mettere qui un bel link all’articolo di Peppino Caldarola su “Il Giornale” e tanti saluti.

Ah, solo un’ultima annotazione: mr. B. è proprio un grande tattico! Con le sue “uscite” (non so quanto estemporanee piuttosto che studiate a tavolino) non solo riesce a far passare in secondo piano le sue questioni personali (Veronica-Noemi e Mills) ma detta i temi dello scontro politico-elettorale: intanto il problema della inconcludenza del Parlamento è scattato prepotentemente alla ribalta (ne scrive oggi Pierluigi Battista in prima pagina sul Corriere) e poi vedrete che da qui alle elezioni europee non si parlerà d’altro che di attacco berlusconiano al Parlamento e di rischio di un nuovo Fascismo, e via a stracciarsi le vesti a destra e a manca…. mentre la maggior parte degli italiani, quelli che i parlamentari li pagano di tasca propria, daranno in cuor loro ragione al Cavaliere e correranno a votarlo ancora di più….

Sì, è proprio un gran marpione, il Silvio nazionale… Chapeau!

23 maggio 2009 at 06:53 2 commenti

FantaReferendum

Da sempre uno dei problemi politici più assillanti nel nostro Paese è la precaria stabilità dei suoi Governi, frutto di una grande frammentazione politica e della conseguente difficoltà di ottenere maggioranze parlamentari ampie e coese. Ne sa qualcosa l’ultimo governo Prodi, caduto sotto i colpi dei litigiosi alleati prima ancora che di quelli dell’opposizione.

Alle ultime elezioni il problema si è praticamente risolto da solo: Veltroni, scegliendo di presentarsi da solo col suo PD, ha aperto la strada alla vittoria quasi plebiscitaria del centrodestra, cosicché ora Berlusconi detiene una solida maggioranza in Parlamento e tutto lascia prevedere che non sarà facile scalzarlo, visto il credito enorme di cui sta godendo il suo governo e la poca consistenza dell’opposizione.

C’è però alle porte un evento che non va sottovalutato: il prossimo 21 giugno si celebrerà il referendum elettorale promosso da Guzzetta-Segni, il cui principale obiettivo è di modificare l’attuale sistema assegnando al partito (non più alla coalizione, come accade ora) che otterrà la maggioranza relativa alle elezioni politiche il 55% dei seggi in Parlamento, ossia una solida maggioranza assoluta. Su questo argomento Giovanni Sartori ha scritto sul Corriere della Sera un illuminante articolo.

Se passerà il referendum proposto da Guzzetta (all’epoca con l’appoggio di Di Pietro, Fini e molti altri ma, stranamente, senza l’appoggio di PD e Forza Italia) il governo del Paese sarà dunque appannaggio del partito che prenderà più voti, indipendentemente dal numero di questi voti. Questo meccanismo basterebbe da solo a giustificare la nascita del PD e del PdL, che ambiscono entrambi, ovviamente, a risultare il partito di maggioranza relativa.

A bocce ferme, non c’è dubbio che il gioco sarebbe tra questi due partiti. Ma l’elettorato italiano si è mostrato negli ultimi anni piuttosto “fluido” e non è detto che ciò che oggi pare ineluttabile (il trionfo del berlusconismo) lo sia davvero all’indomani del referendum.

Sartori si preoccupa che un sistema così modificato regali il Paese a Berlusconi per chissà quanti anni. A parte l’ovvia considerazione che un sistema elettorale dovrebbe essere giudicato indipendentemente dal fatto che in un certo momento storico possa avvantaggiare una parte politica piuttosto che un’altra, la cosa certa è che in caso di vittoria dei SI’ la governabilità sarebbe assicurata, e questo era ed è lo scopo dei referendari.

E poi, siamo proprio sicuri degli effetti a media scadenza? Dopotutto Berlusconi non è eterno: pur vantandosi di una resistenza fisica da giovanotto, i suoi bravi 73 anni dovranno pur cominciare a pesargli, prima o poi. Cosa succederà al momento, ineluttabile, in cui dovrà passare la mano?

Già oggi vi sono forze politiche singolarmente minori (come l’UDC di Casini e l’IdV di DiPietro), non troppo distanti sul piano della proposta politica, che potrebbero allearsi ed approfittare da una parte degli scontenti del PD (che sono tanti, specie dalla parte ex-Margherita, come ad esempio Rutelli) dall’altra di un eventuale smottamento del PdL post-Berlusconiano per tentare il colpo grosso, ossia ottenere anche un solo voto in più di tutti gli avversari. Certo, sembra fantascienza, ora, ma fra tre anni chissà…

Insomma, il tentativo di Casini che da sempre prova a “rifare la DC” (e sono molti i nostalgici della Balena Bianca) potrebbe riuscire, nel medio periodo, grazie ad uno strumento concepito proprio per far sparire chi non stia né a destra né a sinistra. Divertente, no?

(P.S.: Com’è divertente fare fantapolitica, non essendo politologi! Tanto più dal momento che nessuno degli illustri politologi aveva previsto quello che poi è successo…)

18 maggio 2009 at 07:35 7 commenti

Fate voi

Ora, a me, che Silvio Berlusconi e Veronica Lario si separino non interesserebbe una beneamata cippa. Solo che i giornali e le TV non parlano d’altro e quindi, giocoforza, qualche dichiarazione qui e là l’ho dovuta, mio malgrado, ascoltare o leggere.

Bene, di tutte queste dichiarazioni quella che mi ha colpito di più è stata la reazione della Lario alla presunta intenzione del marito di candidare ragazzotte piacenti alle prossime elezioni europee, definendo la loro (eventuale) presenza in lista come “ciarpame”.

Beh, se io fossi una di quelle aspiranti (attricette o europarlamentari, fate voi) mi risentirei un pochino e per ripicca ricorderei alla signora Lario che prima di diventare la signora Berlusconi non era poi così diversa da codeste aspiranti (attricette o first-ladies, fate voi).

O sbaglio?

5 maggio 2009 at 03:39 9 commenti

Un’opinione, per quello che vale

E’ stata richiesta la mia opinione sulla “lesione della democrazia”perpetrata dal premier Berlusconi nell’ormai arcinota e drammatica vicenda del “decreto Eluana”. Non mi sottraggo: la mia opinione eccola qua.

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8 febbraio 2009 at 22:49 14 commenti

Un paradosso nella tragedia

Niente paste e dolci, stamattina. Anzi, una riflessione amara.

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7 febbraio 2009 at 07:42 9 commenti

Zelig al potere

Si potrebbero dire molte cose sulla battuta di Berlusconi a margine dell’ennesimo dei tanti casi di “stupri inevitabili”: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, e credo che non ce la faremo mai”, sul conseguente, immancabile “L’opposizione insorge“, sulla puntuale rettifica-contrattacco del premier e sulla moltitudine di reazioni ed analisi psico-comportamentali che oggi si può leggere sulle prime pagine dei giornali.

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26 gennaio 2009 at 08:15 5 commenti


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