15 gennaio 2010

3 settembre 2009 at 06:33 11 commenti

E’ la data in cui si terrà la prima udienza della causa civile che l’on. Silvio Berlusconi ha intentato contro il quotidiano “L’Unità”, il suo direttore, Concita De Gregorio e due altre giornaliste per diffamazione a mezzo stampa. “L’Unità” ha pubblicato sul suo sito l’atto di citazione.

Stando all’atto di citazione, gli articoli incriminati, pubblicati il 13 luglio ed il 6 agosto scorsi, raccontano – parlandone direttamente o con allusioni e perifrasi – del comportamento del Presidente del Consiglio che avrebbe barattato posti di ministra con prestazioni sessuali. Il sospetto, per la verità, non è affatto nuovo: se ne era parlato già proprio all’epoca delle nomine relative all’attuale governo.

Solo che, recentemente, il senatore Paolo Guzzanti (eletto in Forza Italia ed oggi allontanatosi dal partito) ne aveva ampiamente riparlato nelle dichiarazioni del 5 agosto in cui definiva mr.B – fra l’altro – “un gran porco”.

Riprendendo le affermazioni di Guzzanti, negli articoli “incriminati” si fa riferimento ad intercettazioni telefoniche contenenti conversazioni  irriferibili al punto che – addirittura – sarebbero state oggetto di ordine di distruzione da parte del Presidente della Repubblica (che però smentisce) ma che, nonostante ciò, circolavano nelle redazioni e sono state ascoltate da centinaia di persone fra cui i direttori dei principali giornali. Nel suo fondo del 6 agosto la direttrice dell’Unità afferma di averli anche “visti”. Se così è, verrebbe da chiedersi perché non li abbia anche pubblicati, in nome del suo diritto-dovere di informarci, in nome di quella “libertà di stampa” che si vorrebbe limitata tanto da farne oggetto di una imminente, specifica manifestazione di piazza.

Io credo che, sic stantibus rebus, se vorrà evitare la condanna (Berlusconi ha chiesto un paio di milioni di euro per danni morali) la De Gregorio e la sua “Unità” dovranno esibire queste intercettazioni o almeno fornire qualche prova della loro esistenza e del loro contenuto. Ne vedremo delle belle: basta avere pazienza qualche mese.

Intanto oggi “L’Unità” esce con un significativo “Come i fascisti”. Ah… e non manca un accenno di genere: “Berlusconi querela le donne dell’Unità”.

Mi chiedo – sarò un ingenuo, lo ammetto: ma, dopotutto, non si tratta di una querela di parte di fronte ad un tribunale? “L’Unità” porti le sue ragioni davanti al giudice e sarà ascoltata, e poi lo stesso giudice deciderà se vi sia stata o no diffamazione a mezzo stampa. O forse “l’Unità” non si fida (più) della Magistratura?

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Utopia Il candore

11 commenti Add your own

  • 1. Neottolemo  |  3 settembre 2009 alle 15:33

    Perchè il non detto fa più notizia che non palesare? Più o meno è come il cospirazionismo in generale (11 settembre, uomo sulla luna, io che mi laure, ecc..).
    Sul resto non mi esprimo.

    Ciao nonno!

    Rispondi
  • 2. Sara  |  6 settembre 2009 alle 00:34

    Ma perchè l’Unità non può difendersi anche sul suo giornale intanto che la giustizia farà il suo corso? Come se fosse normale citare un giornale in tribunale per l’aver pubblicato notizie!!!
    Io non capisco, qui è sempre tutto più complicato, non è che stiamo diventando complicati anche noi?

    Rispondi
    • 3. Fully  |  7 settembre 2009 alle 20:34

      Sara, veramente a me quella de “L’Unità” non sembra esattamente una “difesa”… Mi pare che “L’Unità” abbia “attaccato”, peraltro non portando a sostegno delle sue tesi alcuna prova…. Berlusconi si è sentito “offeso” (forse lo sarei stato anche io se mi avessero descritto così).
      Una volta le offese si lavavano col sangue, ci si sfidava a duello dietro il convento dei carmelitani scalzi… oggi ci si rivolge ad un giudice che possa i valutare se ci sia stata diffamazione….
      Questo almeno è quello che a me risulta….
      Oppure no?
      :mrgreen:

      Rispondi
      • 4. Sara  |  10 settembre 2009 alle 16:39

        Ma come ha attaccato? Allora perchè non denunciamo il giornale, libero, il foglio, e tutti gli altri ogni volta che “attaccano” il centrosinistra?
        Ma perchè dobbiamo sorbirci uno che tra le mille contraddizioni che propone parla di sprechi della magistratura per indagini su di lui (e sulla mafia, magari è il caso di ricordarglielo) e poi ne innesca altre per chissà quale motivo?
        Ha perso maledettamente contro Travaglio, Luttazzi e non so chi altro, e chi li ha pagati i soldi di tutto l’apparato giudiziario coinvolto da quelle denunce assurde?
        Lui per salvare la faccia smentisce e poi denuncia, tanto con tutte le immunità che ha la passerà sempre liscia.
        Questo in primo luogo. In secondo luogo, per quanto riguarda la libertà di stampa, sappiamo perfettamente che un tg vale forse come 10 quotidiani, se non di più. Lui controlla più o meno direttamente 5 canali su 6, non è certo l’unità che può garantire la libertà di stampa.
        Non sto difendendo l’Unità (hanno pubblicato recentemente un articolo dove dicono che la rai ha tolto la copertura legale ai giornalisti di report, copertura che non c’era almeno da qualche anno e che forse non c’è mai stata, è sempre stata garantita solo alla Gabanelli), però denunciare chiunque per salvare una reputazione insalvabile è inqualificabile.
        E poi porca miseria (scusa se mi arrabbio, non ce l’ho con te, ma la questione mi sta a cuore) le intercettazioni, le interviste e gli interrogatori a queste ragazze parlano chiaro: 2000 euro per una serata, una nottata, e in cambio la nomina da qualche parte, anche a Canicattì se necessario. La D’Addario voleva un posto in Europa no?

        Rispondi
        • 5. Sara  |  10 settembre 2009 alle 16:54

          Ho schiacciato il tasto sbagliato, non avevo ancora finito… 😳
          Il fatto è che è tutta una pagliacciata, perchè sappiamo benissimo tutti com’è andata, non serve un giudice per dirlo tra 10 anni, le nomine in cambio di favori sessuali sono un’offesa vera alla democrazia ma soprattutto alla civiltà, neanche nel nome della moderazione si può continuare a giustificare questo qui. In nome di cosa lo giustifichiamo? Dei diritti che poverino non ha? Che diritti non ha? Ad esempio non ha il diritto di non rispondere alle domande che gli fa un giornale, 10, 100 o centomila, quante sono. Poi non ha il diritto di denunciare un giornale solo perchè gli fa delle domande, non ha il diritto di dire che la magistratura spreca soldi di tutti per indagare sulla mafia, non ha il diritto alla privacy totale, come non ce l’abbiamo noi dato che google earth esiste per tutti. E poi non ha il diritto di prenderci per il culo, e di trovare un sacco di gente che lo giustifica, porca miseria. E poi ognuno di noi subisce piccole o grandi ingiustizie, se anche ne capita una a lui con tutte le fortune che ha avuto (dato che è così cattolico che ringrazi pure il signore) non è una grossa tragedia.

          Rispondi
          • 6. Fully  |  10 settembre 2009 alle 22:41

            E’ un tuo modo legittimo di vedere la cosa. Nel pezzo che ho scritto non mi sembra di aver “assolto” Berlusconi: “divertirsi” alle feste per un premier è perlomeno sconsigliabile (difficile non immaginare, fra l’altro, che qualcuna potesse metterlo in serio imbarazzo raccontandone in giro) e se poi scambiava le escort gentilmente offerte da Tarantini per ragazze sensibili al suo fascino il meno che si possa dire è che è uno sprovveduto.
            Passando alla questione “ministre in cambio di prestazioni” (che è quella di cui l’Unità si occupa riprendendo Guzzanti) ho letto anch’io molte chiacchiere in giro, ma niente di concreto che sia uscito fuori a comprovarlo, ed ecco perché attendo con curiosità l’esito della querela.
            Per il resto ribadisco che la mia è una posizione di principio: chiunque (ovviamente anche coloro che vengono attaccati dal Giornale, da Libero, ecc.) si senta offeso nella propria onorabilità deve avere il diritto di “lavare l’onta” e, in mancanza di duelli rusticani, mi pare che l’unico modo costituzionalmente garantito sia quello di adire le vie legali. Lo hanno fatto altri prima di Berlusconi (ricordo a memoria Prodi e D’Alema). E’ un’intimidazione? E’ un attacco alla libertà di stampa? A me non pare. A te sì? OK, Amen :mrgreen:

  • 7. Mib  |  8 settembre 2009 alle 01:05

    La d’addario è stata candidata nelle liste della puglia prima di tutto, partito appartenente a berlusconi tramite il ministro fitto.
    Le registrazioni audio, letto di putin compreso, le abbiamo sentite tutti, almeno spero.
    2+2 fa ancora 4?
    Lui si è fatto leggi di ogni tipo per non essere processato, e poi chiama in tribunale chi ha ascoltato delle registrazioni ma non ne è in possesso?
    Mentre scrivo mi rendo conto che è davvero assurdo dare spiegazioni per chi e per cosa su questa vicenda, anche solo la lettura dei giornali esteri, facilmente consultabili su repubblica, dovrebbero farmi capire la faziosità di questo scritto. Sembra la risposta che darebbe ghedini ad annozero.
    Intanto la rai ha deciso di togliere la copertura legale a report, annozero e la dandini stanno avendo grossi problemi e tu con una presunta ingenuità scrivi che ..in nome di quella “libertà di stampa” che si vorrebbe limitata.
    Fosse vera, beata ingenuità.

    Rispondi
    • 8. Fully  |  8 settembre 2009 alle 22:38

      1. Caro MiB, tu credi che quello che hai scritto costituisca una prova del fatto che berlusconi abbia fatto ministre le ministre per le loro …”prestazioni”? Io no. Ma non sta né a me né a te (né a Ghedini) stabilirlo. Ora sta al giudice. Io aspetterei il verdetto, se crediamo che questo sia uno stato di diritto…

      2. La libertà di stampa in pericolo? Mi sa che non hai ben presenti i regimi che l’hanno conculcata… Suvvia, andiamo…. :mrgreen:

      Rispondi
  • 9. Mib  |  8 settembre 2009 alle 01:10

    Scusate avevo dimenticato videocracy, il cui spot è stato censurato da rai e mediaset, forse siamo in par condicio e io non lo sapevo.

    Rispondi
  • 10. Mib  |  10 settembre 2009 alle 00:40

    Io non ho bisogno di attendere nessun verdetto.
    Dopo aver letto anche giornali tailandesi e australiani ho la certezza che Berlusconi è un essere viscido e indecente, un pericolo per il paese che dovrebbe guidare.
    In tutto il mondo si chiedono come sia possibile per lui non dare le immediate dimissioni, fra escort, lettere della moglie, relazioni parallele…
    Il nostro non è assolutamente uno stato di diritto, allo stato attuale non siamo tutti uguali davanti alla legge.
    La liberta di stampa non è in pericolo nell’ultimo periodo, il pericolo è insito nel conflitto di interessi.
    Ma questi sono concetti che solo persone libere possono avere. chi in un modo o nell’altro ha un tornaconto dalla presenza di berlusconi e la sua cricca passa il tempo solo a pensare a come rigirare la frittata.
    Io non spreco il mio tempo a pensare alla denuncia di un primo ministro nei confronti di un giornale, lo passo a pensare alla morale dei difensori di berlusconi, non hanno dei figli? riescono a guardarsi allo specchio? stanno costruendo un italia migliore?

    Rispondi
    • 11. Fully  |  10 settembre 2009 alle 01:53

      “Io non spreco il mio tempo a pensare alla denuncia di un primo ministro nei confronti di un giornale, lo passo a pensare alla morale dei difensori di berlusconi, non hanno dei figli? riescono a guardarsi allo specchio? stanno costruendo un italia migliore?”

      Non so se stai iscrivendo d’ufficio anche me tra i difensori di berlusconi. in questo caso dovrei correggerti: io non ho affatto difeso il premier riguardo le sue supposte frequentazioni erotiche (escort): non credo di doverlo difendere in primo luogo perché, per quanto io possa avere idee diverse su come uniformare la propria condotta di vita, penso che il comportamento privato di una persona siano solo affari suoi ed eventualmente di coloro che fanno parte della sua famiglia.

      Quello che vorrei – nel mio piccolo – difendere è invece la libertà di un cittadino di vedersi riconosciuto da un giudice il proprio diritto a non essere offeso a mezzo stampa. Come vedi, è una questione di principio che applicherei al premier come a chiunque altro.

      Per il resto mi pare che tu ti schieri dalla parte di coloro che hanno già giudicato sulla base di quello che viene presentato dalla stampa. Questa, se ci pensi bene, è la più clamorosa smentita che esista un pericolo per la libertà di stampa: se la libertà di stampa fosse davvero in pericolo stai pur certo che non avresti avuto la possibilità di sapere e quindi di formarti il tuo giudizio: chiedere ai cinesi o ai venezuelani per credere. A proposito, sapevi che Chavez, il presidente venezuelano destinatario di recenti omaggi a Venezia, ha promulgato una legge che gli consente la censura preventiva dei media e la chiusura di quelli che non si adeguano? Ecco, quella sì che mi pare una libertà di stampa in pericolo.

      Rispondi

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