Archive for marzo, 2009

Oggi

Il 31 marzo sono nati:

Cartesio, eccelso filosofo francese, nel 1596
Franz Joseph Haydn, grande musicista austriaco, nel 1732
Tullio De Mauro, esimio linguista italiano, nel 1932
Carlo Rubbia, grande fisico italiano e Premio Nobel, nel 1936
Al Gore, noto politico americano e Premio Nobel, nel 1948

…e poi, nel 1953, sono nato io, grosso (e basta).

Un regalo che mi farei? Suonare la chitarra così:

31 marzo 2009 at 06:46 21 commenti

Debora: un vento fresco nel PD

Non so se Debora Serracchiani possa essere considerata un altro degli astri nascenti del PD, un po’ come per altri versi lo è Matteo Renzi. Una cosa so, però: che ha idee chiare e sa comunicarle con lucida fermezza.
Lo si vede subito in questo suo intervento all’assemblea dei Circoli del PD in cui “ne ha una per tutti” e la dice, snocciolando una serie di cose evidenti a tutti ma che pochi finora nel PD hanno avuto il coraggio di affermare pubblicamente nei “vertici”.

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29 marzo 2009 at 05:34 4 commenti

Otto milioni e rotti

Sono otto milioni e settecentomila i processi per cause civili o penali pendenti attualmente in Italia. La durata media di una causa civile si avvia ai dieci anni.

E’ come dire che la Giustizia in Italia non esiste, perché una giustizia che ti viene resa dopo dieci anni non ti serve più.

Basta passare una mattinata in un tribunale e seguire un paio di udienze per toccare con mano le storture e le aberrazioni di un sistema giudiziario che fa acqua da tutte le parti. Leggere per credere.

27 marzo 2009 at 06:48 Lascia un commento

Dignità

L’uomo è stato creato libero,
è libero.
Poi gli viene il morbillo.
E poi la dignità
e con questa non sa che pesci prendere.

Karl Kraus

27 marzo 2009 at 05:18 1 commento

Il minimo della decenza

La Confindustria della Garavaglia chiede soldi “veri” per l’industria, Mr.B dice che gliene ha già dati, Bossi incalza sollecitando aiuti per le piccole imprese.

Io non sono un economista e quindi, un po’ grossolanamente, ho sempre pensato che l’intervento dello Stato nell’economia (gli aiuti di Stato sono questo, no?) non sia cosa buona, perché fa venir meno la concorrenza e squilibra il mercato. E poi se un’impresa non sa stare sul mercato coi propri mezzi forse è meglio per tutti che chiuda.

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17 marzo 2009 at 08:32 2 commenti

Due paroline sull’amore

Sono un paio di paroline, cinque caratteri in tutto, usate quotidianamente da milioni di persone: “Ti amo”. E’ il discorso più completo (e più piacevole!) che si fa tra innamorati, questo scambio di parole, forse le più ambite da ciascuno di noi. Chissà quanti darebbero tutto ciò che posseggono per poter vivere o rivivere quel sentimento meraviglioso che chiamiamo amore.

Io credo che siano parole in qualche modo “sovraesposte”. No, non sto affatto sostenendo che siano superflue, visto che le si pronuncia per dare conto del proprio sentimento all’altro, per renderlo partecipe di quello che noi proviamo nei suoi confronti… e che si è felici quando l’altro le ripete a noi.

Tutto ciò è bellissimo. Ma è sufficiente? Ed è davvero così importante?
A cosa serve? Certo, dire all’altro “Ti amo” è il modo più immediato per dare corpo ed espressione ai nostri sentimenti, alle emozioni che l’altro suscita in noi. Però…

Però io penso che se il tuo amore per me è lo stesso amore che intendo io, c’è un solo modo vero per esprimermelo: farmi sentire amato.

Col tempo ho capito che non basta dire “Ti amo” per amare. Non servono (o meglio: non bastano) parole per spiegare i propri sentimenti: se tu mi ami, se mi ami davvero, io lo sento, il tuo amore per me, e lo porto già dentro, prima ancora che tu me lo dica. Lo so anche se non me lo dici.

Guardami negli occhi, guarda la mia faccia: se mi ami, il tuo amore lo leggerai lì.
Perché il tuo amore è la mia voglia di cantare, di fare progetti, di sognare.
E’ il calore del tuo abbraccio che mi scalda quando sento il freddo dentro.
E’ il sentirmi felice guardando te che sorridi.

E così che voglio essere amato. E’ questo quello che conta per me.
Molto più di un “Ti amo”.

13 marzo 2009 at 20:41 8 commenti

Futurismo

Tutto ciò che viene immediatamente applaudito
certo non è superiore alla media delle intelligenze
ed è quindi cosa mediocre, banale,
rivomitata o troppo ben digerita

Filippo Tommaso Marinetti
(fondatore del Movimento Futurista, giusto 100 anni fa)

11 marzo 2009 at 05:18 1 commento

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