Revival 1972

28 febbraio 2009 at 10:03 19 commenti

L’uscita nei cinema del film “Questo piccolo grande amore”, realizzato da Claudio Baglioni sulla scia del suo famosissimo brano del 1972, ha dato spunto a SKY.it di ricordare con una galleria fotografica alcuni dei momenti di quell’anno.

L’operazione nostalgia è stata per me fulminante, e non serve spiegare perché: allora avevo 19 anni!

La visione di quelle foto ha suscitato in me parecchie emozioni ed anche alcune riflessioni. La prima, ovvia, è che gli anni passano per tutti. E così fa un certo effetto rivedere le bellezze di Sophia Loren, di Elizabeth Taylor, di Gina Lollobrigida, di Raquel Welch, di Patty Pravo,… e confrontarle mentalmente con le maschere plastificate di quell’antica bellezza che ci capita di vedere oggi sui rotocalchi.

La seconda riflessione riguarda il mondo dell’automobile: la foto di un prototipo di Giugiaro per una Maserati o quella delle flessuose linee della Lamborghini Miura mi fanno venire in mente che alla fin fine i progressi tecnologici dell’auto in questi 37 anni non sono poi stati così strepitosi. All’epoca, ricordo, si prevedeva che negli anni duemila le auto non avrebbero più avuto ruote, ma avrebbero sfrecciato con sistemi di levitazione magnetica, che non sarebbero state più guidate con volante, acceleratore e freno ma sarebbero state programmate per trasportarci da un punto all’altro molto velocemente e in totale sicurezza. Quello che vediamo oggi, invece, è terribilmente simile a quello che girava sulle nostre strade negli anni Settanta: si sono fatti passi in avanti, certo – ci mancherebbe – ma ciò nonostante i nostri movimenti sono in larghissima parte dipendenti da un idrocarburo inquinante e sono migliaia, ogni anno, coloro che perdono la vita a causa di incidenti stradali. Per non parlare del fatto che perdiamo milioni di ore di lavoro e di vita incanalati in fila su autostrade sempre più ampie ma nonostante questo sempre più insufficienti.

Una terza riflessione riguarda il cinema: mi pare che oggidì il cinema abbia già detto tutto, mentre allora era un fermento di idee: in quell’anno uscivano o erano in lavorazione capolavori assoluti come “Il Padrino”, “Ultimo Tango a Parigi”, “Sussurri e grida”, “Cabaret”, i primi film di Woody Allen, l’ultimo film di Hitchcock… Un’operazione nostalgia in piena regola, se pensate che allora uscivano nelle sale forse venti-trenta film all’anno, vi rimanevano per settimane, talora per mesi, erano oggetto di appassionate dispute, di infinite discussioni. Oggi bisogna sbrigarsi se si vuole vedere un film in uscita, perchè dopo qualche giorno viene soppiantato dal successivo, inutile remake. Se senti in giro, ormai dei film in uscita quasi nessuno più discute, e – ciò che è ancora più triste – dopo qualche settimana nessuno ne parlerà mai più.

La quarta riguarda la musica: rivedere le foto di James Brown, Charles Mingus, José Feliciano, Little Richard, Pete Townsend, Rod Stewart (chissà quanti di coloro che leggono sanno chi sono?) mi proietta indietro in un tempo in cui per me la musica era fondamentale compagna della mia giornata, e tutta questa gente mi pareva fosse costantemente intorno a me a suscitare buone sensazioni. Niente a che vedere con le musichette di oggi, buone per lo più come sottofondo nei bar e nei pub.

Altri tempi, insomma, degni di essere ricordati con una punta di nostalgia. Giustificata, almeno secondo me.

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PD: Franceschini I o D’Alema V? Col tempo ‘che ci vuole’

19 commenti Add your own

  • 1. Revival 1972 « Oltre la Luna  |  28 febbraio 2009 alle 12:39

    […] Guarda Articolo Originale: Revival 1972 « Oltre la Luna […]

    Rispondi
  • 2. Neottolemo  |  28 febbraio 2009 alle 19:30

    Per chi mi hai preso? Io so chi sono. A proposito, si scrive Townshend :mrgreen:

    Rispondi
  • 3. Fully  |  1 marzo 2009 alle 10:54

    @Neo
    ma allora fai ancora il correttore!
    cmq hai ragione: è Townshend

    sul fatto che tu sappia chi sei non sarei invece così sicuro
    :mrgreen:

    PS. Che ne è di EUPLS?

    Rispondi
  • 4. Monica  |  1 marzo 2009 alle 12:08

    Inizio anch’io a soffrire di “punte di nostalgia”.
    Contenta di essere in buona compagnia.

    Rispondi
  • 5. Neottolemo  |  1 marzo 2009 alle 12:42

    Eupls? Mi chiedo che ne è di un po’ troppe cose ultimamente. Mi riprenderò. Spero.

    Rispondi
    • 6. Fully  |  1 marzo 2009 alle 20:22

      @Neo
      se vuoi, sai come trovarmi…

      Rispondi
  • 7. Salazar  |  1 marzo 2009 alle 20:49

    Non sono cambiate le cose, di cose belle ce ne sono ancora, e tante, è il ritmo che è cambiato: bisogna sempre correre, correre, correre, mai fermarsi, mai indugiare, quando cominci ad apprezzare una cosa ne arrivano almeno due nuove a tirarti per la giacca. Non si riesce più a capire le cose, non c’è tempo.
    Che palle.

    Rispondi
  • 8. Neottolemo  |  2 marzo 2009 alle 14:53

    Tranquillo Fu, niente di preoccupante 🙂

    Rispondi
  • 9. simona_rm  |  2 marzo 2009 alle 15:33

    nostalgia nostalgia canaglia,
    che ti prende proprio quando non vuoi,
    la lallara lallallara lala

    ecco, approposito di canzonette….

    anche secondo me (come salazar) abbiamo fatto molti progressi tecnologici in 30 anni, solo che non li abbiamo fatti in quei settori che credevamo più spinti, com ad esempio nei mezzi di trasporto degli ominid da una parte all’altra del pianeta. Molti passi nella chirurgia e nella ricerca scientifica sono stati fatti, ma giriamo ancora dentro scatole di lamiera alimentate col fossile.

    Sul cinema invece, penso di essere d’accordo con Fully. Sarà che ho trascorso il uichènd spiegando ad un tipo -per ben 3 volte- perchè mi fanno schifo il cinema di gabriele muccino, mentre lui considera “l’ultimo bacio” un capolavoro genarazionale! Ma si può? 🙄
    Almeno voi, amici, datemi conforto!

    firmato
    37enne sconfortata
    (n’è vero 😉 )

    Rispondi
  • 10. simona_rm  |  2 marzo 2009 alle 15:38

    un bel “pardon” per tutti gli errori di battitura che ci sono nel commento qua sopra.

    Rispondi
  • 11. Salazar  |  2 marzo 2009 alle 23:40

    Non ho niente da aggiungere ma mi inserisco per dire: ciao Simona.
    A proposito, Gabriele Muccino?, chi è mai costui?

    Rispondi
  • 12. simona_rm  |  3 marzo 2009 alle 15:38

    OT
    ciao salazar 😀
    è bello sapere che in sud America si ignori l’esistenza di Muccino, il tipo con cui ho discusso sulla dubbia qualità della sua opera invece, rimarcava il fatto che è stato “chiamato” in america per fare il regista! Lo considera un Eroe dei 2 Mondi.

    Rispondi
  • 13. simona_rm  |  3 marzo 2009 alle 15:40

    forma corretta: “si ignora”.
    Sono una frettolosa pasticciona.
    ari-pardon

    Rispondi
  • 14. fully  |  3 marzo 2009 alle 19:14

    @simona
    scusa la pignoleria, ma “si ignori” era la forma corretta, un esempio tipico dell’uso del congiuntivo dopo il “che”.
    (anche il fatto che si ignori Muccino è corretto in sé 🙂 )

    Rispondi
  • 15. simona_rm  |  3 marzo 2009 alle 21:46

    @fully
    non basta l’uso del “che” per rendere necessario il congiuntivo; il “che” introduce la relativa, ma questa non è retta necessariamente dal modo congiuntivo, è proprio perchè non è un modo cogente che se ne va perdendo l’uso. Ho grande rispetto per il congiuntivo, ma stavolta mi sa che l’ho usato a sproposito. 😉

    Rispondi
  • 16. Fully  |  3 marzo 2009 alle 22:29

    @simona
    io invece continuo a pensare di no.
    e non sono il solo

    http://salviamoilcongiuntivo.blogspot.com/2007/01/regole-del-modo-congiuntivo.html

    poi, naturalmente, continua pure a fare come meglio credi
    😉

    Rispondi
  • 17. Salazar  |  3 marzo 2009 alle 23:48

    Mi sono informato: so chi è Muccino. Adesso non lo ignorassi più.
    Comunque a me sembrano buone tutte e due le forme: ignora e ignori.

    Rispondi
  • 18. simona_rm  |  4 marzo 2009 alle 14:27

    @salazar
    Re Salomone! 😀

    Rispondi
  • 19. simona_rm  |  4 marzo 2009 alle 14:38

    @fully
    grazie della segnalazione, ora ho la certezza di aver sbagliato, non più il dubbio :mrgreen:

    Rispondi

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