Premiata Pasticceria Fully

6 febbraio 2009 at 06:42 31 commenti

Accolgo volentieri  la proposta di Salazar ma, anziché rinominare il post, eccone qua uno nuovo di zecca. Sorpresi? Eh eh eh… Potenza dell’interattività virtuale!!!

Perché questo post? Ve lo dico tra un po’, ora godetevi per qualche attimo le delizie che questa foto fa pregustare.

Ieri mattina leggevo questa riflessione di Chiara.

Capita che, a volte, trascorra dei periodi in cui mi appare chiara tutta quanta l’inutilita’ del mio essere qui. E per “qui” intendo proprio qui, dove sono adesso, a scrivere rivolgendomi ad un pubblico fantasma che sta dall’altra parte, che mi osserva guardandomi da un buco della serratura che ha la forma di uno schermo e che si attende da me qualcosa… ma cosa?

Ho trovato condivisibile il suo ragionamento, che finiva per riconoscere la sostanziale inutilità di questi posti virtuali, anche di quelli più blasonati o di quelli che – magari in buona fede – vorrebbero provare a cambiare il mondo.

Alla fin fine quello che ci porta a scrivere in un blog oppure semplicemente a frequentarlo è qualcosa di diverso per ciascuno di noi, ma il comune denominatore è – io credo – il tentativo di uscire dalle consuetudini talora un po’ noiose della vita di ogni giorno ed affermare la propria identità affacciandosi nel mondo virtuale. Come a dire “Ehilà, gente, ci sono anch’io!”.

Credo che all’origine di tutto ci sia una buona dose di narcisismo, mascherata da voglia di scimmiottare le testate giornalistiche, oppure di giocare a fare il narratore o il poeta. O anche, più semplicemente, come nel mio caso, il desiderio di lasciare qui qualche riflessione che deriva dall’osservazione di quello che succede in giro e provare a condividerla con qualcuno di voi.

Certo, ci sono delle eccezioni. Un’eccezione – per me significativa – l’ho segnalata qui. Ma il resto? La massa delle centinaia di migliaia di blog che solo in Italia vomitano ogni mattina valanghe di parole nel web, a cosa serve?

La potenza di internet inebria. Sapere che le quattro parole che ora tu stai leggendo le ho concepite proprio io. E che ti interessano, o ti divertono, o ti informano, o ti fanno riflettere…. E che, almeno in teoria, possono essere lette ovunque nel posto più remoto del mondo, mi fa sentire… mi fa sentire….
Già, mi fa sentire… cosa?

E tu, tu che mi leggi, cosa ti aspetti da me?
Vi andrebbe di ragionare con me sul perché, in fin dei conti, voi ed io siamo qui?
I pasticcini sono in tavola, l’acqua per il thé è già nel bollitore.
Prego, accomodatevi e parliamone. Sempre che vi vada, s’intende.

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Si fa presto a dire “golpe”… Un paradosso nella tragedia

31 commenti Add your own

  • 1. Monica  |  6 febbraio 2009 alle 08:53

    Comunicare.
    Riflettere con te come un tempo avremmo fatto in piazza o davanti a un “baretto”.
    Oggi non ci sono più le piazze e quella che hai allestito tu di piazza, con tanto di pasticcini, mi sembra molto accogliente.

    Sono qui perchè mi piace condividere il mio pensiero con altri, mi piace leggere il pensiero degli altri, imparare da loro e ricambiare fin dove posso.
    Se ritengo che non ci sia uno scambio reale, sereno e rispettoso passo oltre.

    Rispondi
  • 2. simona_rm  |  6 febbraio 2009 alle 09:19

    gnam.
    (A fully! Ma queste immagini di prima mattina!)

    Mi associo a Monica.

    Rispondi
  • 3. Francesca  |  6 febbraio 2009 alle 12:36

    Il pasticcino alla frutta mi ha fatto venire l’acquolina in bocca! 🙂

    Io credo che molti lo facciano per se stessi, purtroppo.

    Premetto che io non ho un blog ma mi diverte e mi incuriosisce scambiare opinioni, cosa che ultimamente non si riesce nemmeno più a fare in ambito lavorativo coi colleghi per mancanza di tempo e forse per alcuni anche di voglia.
    Come dice Monica, la piazza è diventata il web e il dialogo si è “evoluto” (?!?!) fra sms e e-mail.
    Dovremmo tornare un pò indietro in questo senso e dare alla tecnologia il potere che merita per cose positive (e basta) possibilmente.

    Rispondi
  • 4. Sara  |  6 febbraio 2009 alle 13:20

    Fully ma farmi vedere stamattina quei pasticcini prima di andare a tirocinio sapendo che non avevo neanche un minuto per fare colazione è una crudeltà!! :mrgreen:
    Comunque il bello è che la ricchezza non dipende dalla cosa in sè (in questo caso lo strumento-blog), ma dall’uso che se ne fa! E direi che tu ne stai facendo un uso ottimo!!!

    Rispondi
  • 5. chiaradinotte  |  6 febbraio 2009 alle 14:18

    Forse il vero, autentico scopo del virtuale non e’ salvare il mondo o godere del proprio contatore che segna le migliaia di contatti. In pratica non e’ mettersi in testa lo scolapasta, ma dare un paio di click qua e la’ tanto per cazzeggiare.

    A questo punto perdono senso tutti quei blog “impegnati”, dove si discute continuamente di cose “impegnate… dove ci si fa due palle grosse come l’Hindelburg, alle quali e’ destinato il medesimo epilogo.

    Tutta gente pallosa che la sa lunga su tutto… dicono tutti le stesse cose: chi le colora di bianco, chi di rosso, chi di color pervinca o caccariella. Si litigano di continuo, ma sono sempre e comunque i soliti discorsi. Ovunque.

    Ebbasta! Non se ne puo’ piu’!

    E quindi ben venga una pasticceria virtuale che ogni mattina ci sforna dei buoni pasticcini che’, come ho detto, prima di migliorare il mondo si deve migliorare noi stess*. E cosa c’e’ di meglio di quattro chiacchere da bar per ritrovare il sorriso?

    Buona giornata. 🙂

    PS: ogni tanto, ahime, anche io non riesco a resistere al fascino dello scolapasta. 😦

    Rispondi
  • 6. simona_rm  |  6 febbraio 2009 alle 18:13

    noto solo ora che salazar mi ha attribuita alle pubbliche relazioni!
    Troppo buono.
    Ma non sono qualificata, per quello dovevo fare chessò…studi sociali, assistente d’infanzia, no geometra.
    Quindi salazar può fare il PR. Io vorrei occuparmi del CATERING, si può? Assaggiatora ufficiale.
    Inizierei dalle crostatine alla frutta.
    mercì.

    Rispondi
  • 7. simona_rm  |  6 febbraio 2009 alle 18:16

    @salazar
    Chiara ai reclami è perfetta! La mandiamo in missione con lo scolapasta 😉

    @chiara
    secondo me, lo scolapasta in testa ce lo mettiamo tutti, ogni tanto.

    Rispondi
  • 8. chiaradinotte  |  6 febbraio 2009 alle 19:11

    Chiara ai reclami è perfetta!

    Allora inizio subito a reclamare. Oggi ho letto 2.567 post su Eluana.

    Dico solo: E meno male che sulla povera ragazza doveva essere osservato un rispettoso silenzio.

    Direi che se ritornassimo alle origini del blog, quando ancora erano diari personali e si pettegolava molto senza occuparsi dei massimi sistemi, forse ne avremmo tutt* da guadagnare. Sia chi scrive sia chi legge.

    E poi, in fondo in fondo sono pettegola, che ci volete fare?

    Rispondi
  • 9. chiaradinotte  |  6 febbraio 2009 alle 20:06

    @ Salazar
    Scusa se te lo chiedo qui, ma ho notato, sul blog di Lameduck, che in un commento hai scritto: “Io vivo troppo lontana”

    Ma, sei una donna?

    Rispondi
  • 10. simona_rm  |  6 febbraio 2009 alle 20:28

    @chiara

    Oggi ho letto 2.567 post su Eluana.

    Ricevuto. 😉

    Rispondi
  • 11. Fully  |  6 febbraio 2009 alle 21:33

    @chiara
    adoro il gossip
    e tu ai reclami sei perfetta, concordo

    @simona al catering
    approvato, ma con licenza di un solo assaggio a porzione

    @salazar
    ma sei donna?
    dimmi di no!
    sennò ‘sto blog mi diventa un gineceo
    zippole (“ehm… io sono un maschio”) dove sei?

    @monica,
    @sara,
    @francesca & co.
    che hanno gradito questo spazio per comunicare:
    GRAZIE!

    Rispondi
  • 12. Salazar  |  7 febbraio 2009 alle 00:58

    Ritorno a casa e trovo questo topic titolato da una mia battuta palesemente ironica: sono rimasto interdetto, immobile e interdetto per almeno 5 secondi, e la gatta ne ha approfittato per infilare una zampa nella tazza del caffelatte: ha detto che lo preferisce più zuccherato.
    Prima cosa voglio fare i miei complimenti a Fully: leggerti mi da un senso di tranquillità, non saprei spiegarlo bene, forse assomiglia allo stare davanti ad un caminetto acceso, rilassa.
    Perché giro per blog? Facile, non vivo in Italia, ho ottimi amici anche qui dove vivo, ma – mannaggia – rimango sempre italiano e ho bisogno di italianità ogni tanto. Mi fermo, leggo e scrivo dove mi trovo bene, in ottima compagnia… ehi, giù le mani dalle creme, cosa vi credete!!??

    @Simona
    Catering? Vedi di non allargarti troppo. Per il momento relaziona, che qualcosa dal camion del catering cade sempre.

    @Chiara
    Cosa preferisci, maschietto o femminuccia?
    Scherzo, sono un maschietto, straight, di professione insegnante e tutte le altre cose piú normali del mondo. E che a volte la famigerata invidia della vagina fa qualche scherzo, hai voglia a spiegare che é un refuso.

    Rispondi
  • 13. Sara  |  7 febbraio 2009 alle 01:21

    Io alle ordinazioni? Ma mi dimentico tutto! Beh mi armerò di foglietto bianco con carta carbone!!
    Chiara ai reclami è proprio la sua!!! Chiarina già ti immagino con lo scolapasta, devo dire che quella dello scolapasta (anche in testa a qualsiasi altro) è un’immagine mentale che mi piace molto! E’ che è un’azione facile, economica, senza grandi conseguenze quindi viene spontaneo un pò a tutti…
    Simo il tuo post è perfetto, è proprio su un altro piano rispetto a tutti gli altri 2566!!! (non ho voglia di riguardare se il numero è giusto, e poi dato che sono alle ordinazioni comincio a fare un pò di allenamento)! Io ho deciso che sulle leggi e compagnia bella scriverò quando tutto il carrozzone mediatico si sarà spostato su un altro circo…
    Pasticcere Fully impari a fare il profiterol bianco coi bigne ripieni di crema alla nocciola e panna? Grazie! E poi anche la bignolata!
    Intanto comincerei dai pasticcini alla frutta, aspetta che me li ordino me li ricordo me li metto sul vassoio li incarto faccio il fiocchetto dorato e me li magno!!!
    Buonanotte!!! (notare che è l’unica pasticceria in cui non si rischia il diabete)
    Aò Fully, t’è vvenuta proprio ‘na bella iddèa!!

    Rispondi
  • 14. chiaradinotte  |  7 febbraio 2009 alle 02:46

    Ufff… Simo… 😦

    Il tuo mica l’avevo letto… 😦

    2.568!

    :mrgreen:

    Rispondi
  • 15. Sara  |  7 febbraio 2009 alle 08:20

    Ma come!

    Rispondi
  • 16. Fully  |  7 febbraio 2009 alle 09:11

    @salazar
    ah ah ah Hai visto che sorpresa?
    L’ironia – e ancor di più l’autoironia – è una delle qualità personali che apprezzo di più. Quando ne trovo qualche spunto lo utilizzo a piene mani per i miei biechi intenti narcisistici 🙂
    PS: grazie per il parallelo col caminetto rilassante… bada di non addormentarti, però

    @sara
    va là, che vai benissimo alle ordinazioni!

    @chiara
    mi spiace ma oggi ho scritto il 2569° pezzo su Eluana
    però ti dispenso dal leggerlo!

    Rispondi
  • 17. zippole  |  7 febbraio 2009 alle 14:11

    Ciao a tutte/i ^_^

    @Fully
    ci sono ci sono.. per impegni partecipo molto meno su internet e il numero di nuovi post da leggere nell’aggregatore ormai supera la mia capacita’ di dedicar loro il giusto tempo.
    Non sono un autore, a volte mi piacerebbe aggiungere qualcosa di mio a cio’ che percepisco, ma mi rendo conto di non aver quella costanza e dote necessaria a produrre una fonte di qualita’ semi continuativa.
    Come lettore… premetto di non guardare piu’ tv nel mio tempo libero (se non sorbirla in case altrui), e di leggere quotidiani solo di tanto in tanto. Sento la mancanza dell’informazione a cui sopperisco via blogs (tra cui MC) che reinterpretano quanto comunicato. Spesso sono solo informazioni di seconda mano (click->passa avanti), altre ci trovo all’interno gia’ riflessioni e collegamenti terzi di approfondimento che un quotidiano non mi darebbe.
    Un altro aspetto di internet sono invece i confronti, essi ci permettono di dar testimonianza di se, laddove il quotidiano contatto con chi ci e’ forzatamente vicino (colleghi, clienti, familiari, boh?) non permette di stimolare tutti i nostri sensi. Nel vostro ambiente trovate gli stimoli per tutto cio’ che vi interessa?
    Non parlo solo di “occasioni di dialogo”, parlo prioprio degli interessi che ognuno coltiva, spesso troppo specifici e per questo limitanti. Per essere soddisfatto dovrei avere incontri approfonditi con centinaia di persone, cosa impossibile.
    Un esempio e’ stata Monica che ringrazio ancora per avermi aperto un mondo col suo materiale. Allo stesso modo certi racconti di Chiara pubblicati sul blog, in questo caso la parte informativa meno importante, notevole invece l’influenza che ha avuto sulla comprensione di “realta’ parallele”. Sopratutto la forza di esser se stesse/i in qualunque circostanza-ambiente.
    Ogni persona nasconde una magia, la perdita del guscio corporeo su internet permette di sfiorarla ^_^

    Rispondi
  • 18. zippole  |  7 febbraio 2009 alle 14:24

    Hmm l’ultima frase suona un po’ troppo kitch.
    Questa magia e’ la possibilita’ di vedere il mondo un po’ piu’ con gli occhi altrui. Il potere della pagina (e in questo includo i libri) offre in una certa misura il dono di annullare i propri filtri che in un rapporto reale fungono da garanzia di sopravvivenza. E’ difficile (per molti impossibile) comprendere il punto di vista altrui quando si sta cercando di affermare il proprio. Questo ambiente ci offre la possibilita’ di ascoltare veramente, una capacita’ veramente rara essendo l’uomo portato a giodicare gia’ alle prime battute di un’argomentazione.
    Fin che l’articolo non e’finito siamo un po meno noi stessi, questo diritto ci viene restituito nella sezione “Leave a Comment”.
    Se normalmente reprimiamo tanti nostri lati, qui li possiamo nutrire.

    Rispondi
  • 19. Fully  |  7 febbraio 2009 alle 15:04

    @zippole
    molto interessante quest’ultima considerazione.

    “Ogni persona nasconde una magia, la perdita del guscio corporeo su internet permette di sfiorarla”
    Delle due l’una: o io sono terribilmente kitch, oppure questa tua considerazione è davvero splendida.

    Rispondi
  • 20. chiaradinotte  |  7 febbraio 2009 alle 16:07

    Ogni persona nasconde una magia, la perdita del guscio corporeo su internet permette di sfiorarla

    Mi hanno sempre detto che nello “strip tease” sono insuperabile. :mrgreen:

    certi racconti di Chiara pubblicati sul blog, in questo caso la parte informativa meno importante

    Ecco, forse il vero scopo per il quale ho creato il mio diario e’ quello d’interpretare l’attualita’ filtrandola con esperienze personali o di amiche intime. Non c’e’ miglior modo, secondo me, per riflettere e far riflettere senza interferire con giudizi espliciti o con banali luoghi comuni.

    Un racconto mantiene una forza che va oltre la notizia in se’. Se la cronaca parla di stupro o di eutanasia, il racconto puo’ sedimentarsi dentro la coscienza piu’ di qualsiasi articolo giornalistico per quanto ben fatto. Ed io ho desiderio che le cose “restino dentro”. Che non volino via una volta espletato il loro compito.

    Rispondi
  • 21. settantasette  |  7 febbraio 2009 alle 18:42

    @fu: siamo in due a trovare splendida la considerazione di zippole.

    @chiara: vero vero. Se qualcosa resta dentro, allora è valsa la pena di scrivere quello che si è scritto. Solo allora. Per l’usa e getta dell’emotività, c’è già la televisione, e schifezze simili.

    Rispondi
  • 22. Salazar  |  8 febbraio 2009 alle 06:11

    Nel bene e nel male.
    Ci sono quelli che vogliono essere quello che non sono, e nella rete ci riescono, nel caso si tocca una magia un po’ stregata. Ci sono quelli che vanno in rete per provocare, litigare, prendere in giro, sfogarsi di qualcosa che nella vita reale li opprime, nel caso é il guscio che é stregato. Ma la maggioranza credo sia di persona che, volontariamente o involontariamente, ritoccano continuamente il proprio ritratto di Dorian Gray, non ritratto di malefatte ma di semplici e normali cose fatte, e vanno in rete un pochino più belli. Non sono bugie vere, solo un po’ di colore qua e là.
    Per il resto, si: la considerazione di zippole é molto bella.

    @Chiara: insuperabile? Queste sono cose serie, ci vogliono prove.

    @Sara: se i ministri hanno il diploma della scuola Radio Elettra per le ordinazioni in pasticceria si deve come minimo aver studiato medicina.

    Rispondi
  • 23. zippole  |  8 febbraio 2009 alle 14:48

    nel commento #18 parlavo del lettore, salazar la tua definizione di scrittore invece e’ azzeccatissima.
    Fully ho detto che suonava un po kitch… forse non era kitch la parola giusta, ma populista. Finire un discorso con una Sacra Frase fa far alle testoline su e giu’, ma non permette un confronto interessante 🙂

    Rispondi
  • 24. Salazar  |  8 febbraio 2009 alle 19:00

    No zippole, ne kitsch ne populista, solo hai chiuso un po’ l’occhio della pragmatica e aperto un po’ quello della poesia. Le visioni di sapore poetico scarseggiano, suonano strane e inusuali se te le ritrovi scritte davanti – anche se le hai scritte tu – probabilmente perché sono comprese fra quelle cose che non puoi comprare con la carta di credito, quindi… scarseggiano.
    Ma ti vendo un dubbio da pagare in 12 comode rate ad interessi zero: quanti di quelli che leggono anche scrivono? Forse molti, ma certamente non tutti, però certamente tutti quelli che scrivono anche leggono.

    Rispondi
  • 25. Fully  |  8 febbraio 2009 alle 20:34

    @zippole,
    No, trovo che la tua considerazione non solo è poetica – il che non guasta, comunque – ma, a mio avviso, fonisce una buona risposta alla questione di fondo che ho posto: “perché siamo qui?”.

    @salazar
    Anche la definizione di scrittore è tutt’altro che banale. Complimenti

    @chiara, @settantasette
    Già… se qualcosa resta allora ne è valsa la pena.

    Rispondi
  • 26. zippole  |  9 febbraio 2009 alle 00:53

    @Salazar
    ti ringrazio per gli interessi zero.
    Sognare e’ parte della vita, ma definire Poesia una frase con all’interno il termine “magia” e’ di cattivo gusto.
    Ognuno preferisce la sua, sopratutto dipende dalle circostanze, qui si chiedeva un perche’ e ho sentito di contribuire maggiormente offrendo una soggettivissima e discutibile chiave di lettura piuttosto che un modo ?poeticamente? affabile che inizialmente chiudeva il discorso invece di approfondirlo.

    Mettiamole a confronto:
    *Ogni persona nasconde una magia
    *E’ difficile (per molti impossibile) comprendere il punto di vista altrui quando si sta cercando di affermare il proprio

    Forse sono io un tipo gelidino (al di la’ della “Poesia” che mi esce prima di pensare a quel che dico), ma trovo la seconda piu’ esplicativa.

    @Fully
    hai detto che la prima formulazione era una risposta sufficiente al post… lo pensi ancora? Perche’?

    Rispondi
  • 27. Salazar  |  9 febbraio 2009 alle 03:03

    @ zippole
    Poetica, non poesia. Le frasi poetiche credo siano definite dai dizionari con qualcosa tipo: “tanto bella da poter essere scritta in una poesia”.
    Eppoi, tutti che ti fanno i complimenti e tu reclami?, attento che ti aumento gli interessi.

    Rispondo anche per Fully, e dopo Fully non risponderà per me: era sufficiente perché si capiva quello che intendevi.

    Rispondi
  • 28. Salazar  |  9 febbraio 2009 alle 03:05

    Che brutto mostriciattolo blu con gli occhiali da sole che mi ha rifilato la macchinetta.
    Vedo se riesco a cambiarlo.

    Rispondi
  • 29. zippole  |  9 febbraio 2009 alle 17:36

    in generale: volevo capire cos’e’ che agli altri basta e a me no, un ghiribizzo personale, sono sulla barchetta di Apocalypse Now e non riesco a scendere 😀

    @Salazar: ti scorno fin che mi stuzzichi :mrgreen:

    Rispondi
  • 30. Salazar  |  10 febbraio 2009 alle 01:00

    Scorno?
    Che sarebbe cocente umiliazione e vergogna accompagnata da ridicolo.
    Wow!

    Rispondi
  • 31. Sara  |  1 marzo 2009 alle 22:26

    Just to say I’m back!

    Rispondi

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