A Gaza ‘spenta’

31 gennaio 2009 at 08:59 3 commenti

Oggi sulle versioni online dei maggiori quotidiani italiani non c’è una parola sulla crisi Israelo-Palestinese nella striscia di Gaza. Gaza è stata “spenta” dopo che per giorni era indiscutibilmente (e giustamente) l’argomento più importante. Ma tant’è, questo è il nostro mondo: ad appena una settimana dalla tregua nessuno sembra più interessato a cosa stia succedendo laggiù.

Ora che sulla crisi di Gaza sembra quasi tornato il silenzio dopo l’esposizione mediatica dei giorni scorsi, ora che anche una “strana” Giornata della Memoria è passata, può essere l’occasione di una riflessione su coloro che “senza se e senza ma” hanno preso in Italia le parti dei palestinesi di Hamas ed hanno condannato fermamente l’offensiva (o la difensiva?) su Gaza del governo israeliano.

La domanda che vorrei porre loro è la seguente: ritenete giusto perseguire la distruzione fisica dello stato d’Israele? In altri termini: c’è qualcuno che sposa a tal punto le tesi di Hamas da condividere con questo movimento la necessità di eliminare Israele dalla carta geografica?

In attesa di una qualche eventuale risposta può essere interessante leggere al riguardo un articolo, a firma di Gian Antonio Stella, pubblicato sul Corriere della Sera il 18 gennaio scorso, che contiene un’analisi sull’antisemitismo di sinistra. L’autore de “La Casta” ne riprende le motivazioni e ne soppesa l’attualità.

Qui il testo integrale dell’articolo di cui riporto solo la parte in cui c’è una prima risposta alla mia “curiosità”.

Antisemitismo: l'”equivoco” a sinistra (di Gian Antonio Stella)

«Genocidio nazista a Gaza», spara il Partito Marxista Leninista intimando «lo scioglimento di Israele e la costituzione di un solo Stato per due popoli». Per carità, guai a prendere sul serio un gruppuscolo infinitamente minoritario che mette Stalin e Mao tra i Maestri: è il ruggito d’una mosca. Ma sarebbe un errore non vedere che nei dintorni di una certa sinistra stanno tornando a galla, sia pure arginati da una specie di pudore, sentimenti «antisionisti» dietro i quali si intravede l’ombra della solita bestia razzista. Sono segnali, capiamoci: solo segnali. Facili da spacciare come casi isolatissimi all’interno di una reazione corale sobria e saggia. Un paio di bandiere con la stella di David sostituita dalla svastica al corteo di ieri della sinistra extraparlamentare. Un altro paio di bandiere israeliane bruciate nei giorni scorsi. E-mail immonde smistate da internauti «rossi» che incitano a ribellarsi contro «il mostro giudaico-talmudico-sionista che ci domina» e lanciano la parola d’ordine: «Distruggiamo quest’incubo razzista e genocidario infame!». Sventurate dichiarazioni alle agenzie dell’«esule» rifondarolo Marco Ferrando, fondatore del lillipuziano Movimento per il Partito comunista dei lavoratori secondo il quale chi brucia le bandiere israeliane non deve «vergognarsi di nulla» perché brucia «non la bandiera dell’ebraismo, ma la bandiera del sionismo: cioè di uno Stato coloniale nato dal terrore contro il popolo arabo e che si perpetua, da 50 anni, con i metodi del terrore». Frattaglie.

Frattaglie, le definisce Stella. Ma frattaglie significative e, a mio avviso, molto pericolose.

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Una legge superflua. Apparentemente. Per non dimenticare

3 commenti Add your own

  • 1. chiaradinotte  |  31 gennaio 2009 alle 11:23

    ad appena una settimana dalla tregua nessuno sembra più interessato a cosa stia succedendo laggiù.

    Non e’ del tutto vero.

    http://www.cloroalclero.com/?p=512

    Rispondi
    • 2. Fully  |  1 febbraio 2009 alle 10:58

      @Chiara
      Grazie della segnalazione. Mi pare che nel sito che segnali si trovino anche tracce di questo estremismo anti-israele che personalmente non condivido.
      Quanto poi al “boicottare i prodotti israeliani” che si propone nel sito stesso, mi pare francamente un po’ velleitario: a parte il fatto che non mi pare che tali prodotti siano così presenti sul nostro mercato, un boicottaggio da parte di minoranze lillipuzione credo non sarebbe neanche avvertito. Ricordo tempo fa che la Sinistra italiana propose di boicottare i prodotti delle aziende di Berlusconi: allora la sinistra era circa metà del Paese: il risultato non mi pare sia stato così dirompente: basta vedere dove è arrivato Berlusconi e dove è arrivata la sinistra.

      Rispondi
  • 3. simona_rm  |  1 febbraio 2009 alle 15:25

    mi domando: sovrapporre anti-semitismo e anti-sionismo e farli coincidere nel significato, è corretto?
    mi rispondo: no.
    Il primo è un’ostilità dai connotati squisitamente razzisti (che muovono dall’odio e dall’ignoranza storica), il secondo è una presa di posizione politica. Non ha alcunchè di razzistisco o di religioso.

    si è vero, sono state bruciate bandiere di israele, sono state rielaborate stelle di David per evocare svastika nazisti. Ma sono stati gesti simbolo, fortemente politici. Un attacco diretto ad Israele, nella sua essenza di “stato”. Di stato artificiale e colonialista. Non tentiamo di svisare gli argomenti chiamando in ballo l’antisemitismo. Nella ressa ci si saranno buttati sicuramente in mezzo dei cretini antisemiti, ma i cretini sono ovunque.

    “antisemitismo di sinistra”…mah!
    Non ho letto tutto l’articolo di Stella, ma questo estratto mi sembra l’espressione di un pensiero corto.

    Rispondi

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