Una legge superflua. Apparentemente.

30 gennaio 2009 at 08:31 6 commenti

Mi ha sorpreso la notizia che la prima legge promulgata da Obama ed in forma solenne riguardi l’eliminazione della discriminazione salariale fra uomini e donne.

Lilly Ledbetter era una dipendente della Goodyear Tire & Rubber Co. che, dopo 19 anni di servizio nell’azienda, poco prima di andare in pensione, si accorse che Goodyear la pagava il 40 per cento in meno dei suoi colleghi uomini, nonostante alcuni avessero meno esperienza di lei (in vent’anni circa 200.000 dollari in meno). Un tribunale stabilì che era stata vittima di una discriminazione. Ma durante l’amministrazione Bush, la Corte Suprema – con una sentenza che ottenne 5 voti contro 4 – stabilì che la donna aveva tardato troppo nel presentare la denuncia; secondo la Corte, l’impiegata avrebbe dovuto presentare la denuncia nell’arco di 180 giorni dal primo atto “discriminatorio” subito. Tuttavia la denuncia mise in moto un’ampia campagna contro la discriminazione subita dalle donne sui luoghi di lavoro e un movimento che è riuscito a portare alla legge sull’equità salariale, legge che è stata proprio chiamato “Atto Lilly Ledbetter per l’equità salariale”.

Che non vi debbano essere discriminazioni personali di alcun genere tra i cittadini è fra i princìpi più consolidati della democrazia americana, fin dalla famosa frase contenuta nella Dichiarazione d’Indipendenza:

Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità…

Ma, come sappiamo, la distanza tra i diritti di principio e quelli di fatto può essere cospicua. Basti pensare alla stessa elezione di Obama, un uomo di colore, alla Casa Bianca, che solo oggi testimonia del superamento reale di antiche discriminazioni (nel suo caso razziali) non contemplate dalla costituzione statunitense.

Se Obama ha sentito l’esigenza di promulgare in forma solenne una norma apparentemente superflua vuol dire che esistono ancora discriminazioni sotterranee ed effettive, al di là della parificazione legale. Se questo è vero, la sfida di Obama si fa ancora più avvincente: superare le discriminazioni reali, quelle più subdole perché non dichiarate ma radicate nella mentalità dei popoli. Obama rappresenta fisicamente il superamento di una parte di queste discriminazioni, ma evidentemente la strada da percorrere per un’effettiva parità è ancora lunga.

Per una singolare coincidenza proprio in questi giorni è uscito il film “Milk”, con Sean Penn nella parte di Harvey Milk, il primo uomo politico USA dichiaratamente gay. Ecco, la battaglia di Obama trova oggi una nuova frontiera: superare non solo la discriminazione uomo-donna, ma anche quella etero-omosessuale.

Mi auguro che riesca anche in questo, anche se – credo – dovremo aspettare ancora parecchio per vedere un omosessuale dichiarato seduto alla scrivania dello Studio Ovale.

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Memorie di Sarah A Gaza ‘spenta’

6 commenti Add your own

  • 1. lupoalburnino  |  30 gennaio 2009 alle 17:48

    Caro Fully, non commento il post “La legge è superflua…” per il semplice motivo che mi trova d’accordo su tutto. In Italia poi, che dovrebbe essere la patria del diritto, le donne i loro sacrosanti diritti se li sognano soprattutto quando lavoranon con i privati. Non è un’esagerazione la mia perchè l’esempio di moa figlia che insegna in una scuola privata solo per il punteggio, ma senza una lira (e guai se fai un’assenza) la dice lunga come viene rispettata la parità dei sessi.
    Mi hai consigliato di leggere il tuo post del 20 scorso. Se ti dicessi che sono rimasto perplesso è dir poco. Non avrei mai pensato che ci fossero tanti problemi, forse non problemi, ma personalismi nei vertici di MC, che non comprendo perchè non hanno, almeno per me, alcuna plausibiltà. Ci scrivevo, ma da tempo non viene pubblicato un mio articolo, perchè mi faceva piacere, senza altri interessi neppure culturali. Solo per confrontarmi un poco con gli altri, di cui apprezzavo e apprezzo ancora l’intelligenza, l’intuito, la lucidità di giudizio, la preparazione, l’onestà nell’esprimere le proprie idee, con le quali qualche volta o spesso non ero in sintonia. Mi sembrava una franca discussione su temi di stringente attualità, ma anche su argomenti leggeri.
    Non so cosa dire. Io, ingenuamente forse, continuo a leggere MC, a fare qualche commento e a inviare qualche mio articolo che puoi leggere sul mio modesto blog. Da tempo ormai nulla di mio viene pubblicato su MC. Mi devo preoccupare? Mi preoccupa più la mia età, a dire il vero.
    Ho visto che molti amici che leggevo su MC sono con te. Mi fa piacere. Vorrei continuare a “frequentarli”. Scrivo anche qui il mio blog, sperando di trovare anche quello degli altri. Ti chiedo scusa, ti ringrazio e ti saluto caramente.
    Il mio blog: http://www.lupoalburnino.splinder.com

    Rispondi
  • 2. Fully  |  30 gennaio 2009 alle 20:04

    @lupo
    Ma che “scusa”! Sei il benvenuto, qui, in questo blogghettino che non ha certo l’importanza di Mentecritica.
    Alcuni lettori di MC passano ogni tanto di qua, e mi fa piacere. Sono sicuro che passeranno anche da te per quattro chiacchiere.
    Quanto a Mentecritica, come ho detto, non nutro alcun risentimento e continuo anch’io a leggerla con interesse, a commentare laddove mi pare di poter dare un contributo alla discussione o semplicemente ringraziare l’autore di un articolo che mi sembra interessante. Perché no?
    Grazie della visita, a presto

    Rispondi
  • 3. simona_rm  |  30 gennaio 2009 alle 23:10

    hai capito Obama!
    Mica male ‘sto Presidente.
    Poi è pure bello e abbronzato (cit.) :mrgreen:

    Rispondi
  • 4. Fully  |  2 febbraio 2009 alle 12:47

    Intanto, in Islanda, il premier è una donna dichiaratamente gay…
    La vecchia Europa dimostra di non essere da meno degli USA nella parificazione effettiva della persona di fronte alla legge.

    http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/islanda-premier/1.html

    Rispondi
  • 5. Marcoilbuono  |  2 febbraio 2009 alle 13:37

    La vecchia europa? Non sarei molto daccordo, l’italia non può essere compresa.

    Rispondi
  • 6. Francesca  |  2 febbraio 2009 alle 15:42

    @ Fully
    E che l’Islanda fa’ parte dell’Europa??? :mrgreen:
    Non ti preoccupare, una cosa così non capiterà mai nella nostra civilissima nazione!

    Per il momento Barak è partito davvero come un razzo 🙂 speriamo sia un lungo viaggio!
    Qualsiasi paese civile dovrebbe avere una legge del genere.

    Rispondi

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