Zelig al potere

26 gennaio 2009 at 08:15 5 commenti

Si potrebbero dire molte cose sulla battuta di Berlusconi a margine dell’ennesimo dei tanti casi di “stupri inevitabili”: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, e credo che non ce la faremo mai”, sul conseguente, immancabile “L’opposizione insorge“, sulla puntuale rettifica-contrattacco del premier e sulla moltitudine di reazioni ed analisi psico-comportamentali che oggi si può leggere sulle prime pagine dei giornali.

Io mi limiterò a dire che la battuta rientra perfettamente nello stile dell’uomo: l’uomo nasce “intrattenitore” e le battute gli vengono naturali. Che poi siano battute spiritose (talora) o gaffes clamorose (spesso) è tutto da vedere, ma io credo che a lui non interessi poi molto: gli interessa provocare un sorriso o un ghigno, oppure una reazione sdegnata e riempirne i giornali e le TV.

Bene o male purché se ne parli. E infatti il premier oggi è di nuovo in prima pagina con questa “battuta”, come lo è stato spesso con le altre che ci ammannisce copiosamente quasi ad ogni sua uscita pubblica: dall’abbronzatura di Obama, alla barzelletta sull’olocausto, fino all’invito rivolto a Cappellacci, candidato del PdL per le elezioni in Sardegna, a fare un comizio breve perché sennò si fa tardi per il pranzo.

Sono solo le ultime di un carnet praticamente infinito: battute a raffica, come a Zelig

Questo è l’uomo. Una volta era l’Unto del Signore, l’uomo della Provvidenza: tanti italiani si volgevano speranzosi a lui con un “Silvio, facci sognare”. Oggi che, in tempi di crisi mondiale, la speranza è attenuata ed il sogno sembra lontano, al massimo gli si può chiedere: “Silvio, facci ridere”.

E lui ci prova. Come può.

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Picchiereste Madonna, a prescindere? Di razza umana

5 commenti Add your own

  • 1. Sara  |  26 gennaio 2009 alle 12:36

    Come dice Luttazzi, Berlusconi si è scelto un ruolo da protagonista, e in ogni situazione si chiede (e chiede ai suoi “sceneggiatori”) come continuare ad esserlo e come rafforzare la sua posizione mediatica. L’opposizione che da un lato lo imita (evitando di opporsi politicamente) e dall’altro insorge si ritaglia un ruolo da personaggio secondario.

    Rispondi
  • 2. Monica  |  26 gennaio 2009 alle 15:50

    Ottaviano Augusto:
    Se ho recitato bene la mia parte, in questa grande commedia che è la vita, applauditemi pure, altrimenti vi prego di fare silenzio.

    Una pernacchia, in qualche caso, nooo?

    Rispondi
  • 3. Salazar  |  26 gennaio 2009 alle 18:00

    Opposizione in secondo piano? Il politici PD sarebbero personaggi di secondo piano anche se ci fossero solo loro.

    Rispondi
  • 4. simona_rm  |  27 gennaio 2009 alle 15:25

    vi segnalo l’anailisi clinica del personaggio berlusconi, fatta da Sara su spettegolando.
    Torna tutto.

    Rispondi
  • 5. Sara  |  27 gennaio 2009 alle 16:58

    Simo ma mi fai pure pubblicità!
    Per la parcella ci mettiamo d’accordo eh?!? :mrgreen:

    Rispondi

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