“Non ci sono più le donne di una volta!”

12 gennaio 2009 at 22:36 2 commenti

Ieri leggevo sul Messaggero una lettera a Maurizio Costanzo da parte di un terzetto di amici trentenni, avvocati colleghi di studio che – tutti insieme – si lamentavano delle loro tre compagne, rimpiangendo le buone, vecchie donne all’antica.

Erano le nostre mamme e le nostre nonne, con la loro infinita pazienza e dolcezza, ad esaltare la forza del loro uomo. I nostri nonni, dopo una giornata estenuante di lavoro, ricevevano conforto tra le braccia delle loro mogli. C’era qualcuno che li aspettava, c’era qualcuno che aspettava che alla sera si ricongiungesse la famiglia per affrontare un altro giorno. La sera invece noi quando usciamo dall’ufficio, a casa ci aspetta per la maggior parte delle volte una donna isterica che ci srotola addosso tutta la sua giornata, con le sue mille cose andate storte. Senza diritto di replica. Allora non sei affatto pronto ad affrontare un altro giorno di lavoro, ma vorresti solo andare via.

Immediatamente mi è tornata alla mente una celebre canzone dei Beatles, A hard day’s night.
Erano i primi anni Sessanta, sarà stato il 1964 o giù di lì, poco prima del mitico Sessantotto “femminista”, e John Lennon, nell’Inghilterra di allora, all’avanguardia in Europa per i diritti civili, scriveva un testo così:

It’s been a hard day’s night,
And I’ve been working like a dog,
It’s been a hard day’s night,
I should be sleeping like a log
But when I get home to you,
I find the things that you do
You make me feel alright.

È la sera di una giornata faticosa,
e io ho lavorato come un cane,
è la sera di una giornata faticosa,
e io dormirei come un ghiro.
Ma quando torno a casa,
e ritrovo le cose che fai,
mi fai sentire alla grande.

Beh, deve essere stato un maschilista coi fiocchi, il povero grande John: più che di una donna sembra quasi che parli di una geisha. Sarà per questo che lasciò la moglie Cynthia per Yoko Ono?

Ma diciamoci la verità: quale uomo (di ieri, di oggi o di domani) non sogna, tornando a casa, di trovare ad attenderlo una dolce, tenera geisha? E quante donne oggi deluse dalla loro conquista di parificazione non desidererebbero trasformarsi almeno qualche volta in geishe per un uomo? Beninteso, un uomo degno di questo nome…

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Entry filed under: Cose della vita.

Ahia!!! Altro che Gaza o Alitalia…

2 commenti Add your own

  • 1. Neottolemo  |  12 gennaio 2009 alle 23:27

    Ma allora ci sei ancora, vecchio! 🙂

    E’ un piacere rileggerti. Davvero.

    Rispondi
  • 2. fully  |  12 gennaio 2009 alle 23:42

    Benvenuto, Neo.
    Da qualche parte dovrò pur scrivere, no?
    :mrgreen:

    Rispondi

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