Post contrassegnati 'partito democratico'
Il colmo per un sindacalista

Nuova caduta di credibilità per Sergio Cofferati, uno dei pochi del PD su cui avrei scommesso.
Aveva promesso solennemente che sarebbe tornato a lavorare alla Pirelli, e non avrebbe mai fatto politica. Pochi mesi dopo era sindaco di Bologna. E passi, a volte la nostalgia è canaglia.
Aveva dichiarato ufficialmente di non volersi ricandidare a sindaco, per stare vicino alla famiglia. Oggi è presente nelle liste del PD per le prossime elezioni europee. Mah….
Adesso, per Sergio Cofferati, icona del sindacalismo italiano, l’uomo che nel 2001 sfidò il primo governo Berlusconi, sconfiggendolo sulla riforma dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori dopo aver portato tre milioni di bandiere della CGIL a Roma, arriva – colmo dei colmi – una condanna per comportamento antisindacale: al Teatro Comunale di Bologna aveva minacciato, in caso di sciopero anche solo di una parte del personale di decurtare la paga pure a coloro che non avessero aderito allo sciopero.
Che dire? Anche le icone più splendenti a lungo andare si appannano.
Debora: un vento fresco nel PD
Non so se Debora Serracchiani possa essere considerata un altro degli astri nascenti del PD, un po’ come per altri versi lo è Matteo Renzi. Una cosa so, però: che ha idee chiare e sa comunicarle con lucida fermezza.
Lo si vede subito in questo suo intervento all’assemblea dei Circoli del PD in cui “ne ha una per tutti” e la dice, snocciolando una serie di cose evidenti a tutti ma che pochi finora nel PD hanno avuto il coraggio di affermare pubblicamente nei “vertici”.
PD: Franceschini I o D’Alema V?

Peppino Caldarola è un bravo e navigato giornalista. Ha lavorato per anni all’Unità di cui è stato anche direttore dal 1996 al 1998. E’ stato anche deputato dei DS dal 2001 al 2007, quando ha abbandonato il partito. Non si può dunque dire che non conosca i suoi polli, ove per “polli” (senza alcun intento ironico, lo giuro) definisco i DS oggi confluiti nel PD.
Ora, per una di quelle stranezze che a volte accadono in Italia, scrive per “Il Giornale”, su cui oggi è stata pubblicata questa sua divertente storia degli intrighi dalemiani. Non ci avevo mai pensato, ma ora che Caldarola l’ha scritto così limpidamente non faccio alcuna fatica a condividere la sua analisi: credo che meriti di essere letta e – perfino – stampata e conservata.
Commenti recenti