Post archiviati sotto 'le solite parole famose'
Fate voi

Ora, a me, che Silvio Berlusconi e Veronica Lario si separino non interesserebbe una beneamata cippa. Solo che i giornali e le TV non parlano d’altro e quindi, giocoforza, qualche dichiarazione qui e là l’ho dovuta, mio malgrado, ascoltare o leggere.
Bene, di tutte queste dichiarazioni quella che mi ha colpito di più è stata la reazione della Lario alla presunta intenzione del marito di candidare ragazzotte piacenti alle prossime elezioni europee, definendo la loro (eventuale) presenza in lista come “ciarpame”.
Beh, se io fossi una di quelle aspiranti (attricette o europarlamentari, fate voi) mi risentirei un pochino e per ripicca ricorderei alla signora Lario che prima di diventare la signora Berlusconi non era poi così diversa da codeste aspiranti (attricette o first-ladies, fate voi).
O sbaglio?
Futurismo

Tutto ciò che viene immediatamente applaudito
certo non è superiore alla media delle intelligenze
ed è quindi cosa mediocre, banale,
rivomitata o troppo ben digerita
Filippo Tommaso Marinetti
(fondatore del Movimento Futurista, giusto 100 anni fa)
Sì, sono un benpensante
Qualche sera fa, verso le 21, sono passato in macchina a prendere mia figlia che stava tornando dall’università e sarebbe scesa alla stazione della Magliana (zona Sud di Roma, nei pressi dell’EUR). Sono rimasto ad aspettarla una ventina di minuti e mi sono guardato un po’ attorno. Ho notato che in quel lasso di tempo non si vedevano in giro tutte quelle facce da galera che di solito bazzicano da quelle parti (come nelle altre stazioni della metropolitana). C’era invece una certa tranquillità: il solito viavai di passeggeri e passeggere, ma meno concitato del solito.
Ho scoperto poi il motivo: c’era una gazzella dei carabinieri ed, a fianco, parcheggiata nei pressi del marciapiede, una camionetta dell’esercito, due soldatini e un caporale, giovanissimi. Il caporale si divertiva a seguire con lo sguardo ogni ragazza che gli passava vicino, mentre armeggiava col cellulare – immagino per scambiarsi messaggini con la sua morosa. I carabinieri parlottavano fra loro e i due soldatini facevano su e giù per la stazione: una mini-ronda ogni quarto d’ora, credo.
Ho pensato che, se non fossero stati lì, quei soldati sarebbero stati in caserma, impegnati in qualche servizio più o meno inutile, oppure sarebbero stati in libera uscita. Ed ho pensato pure che, visto che dopotutto li stavo pagando io con le mie tasse, non mi dispiaceva affatto che con la loro sola presenza tenessero lontani i malintenzionati che di solito si appostano nei pressi della stazione del metrò che utilizza mia figlia.
Insomma, non mi pareva proprio l’occupazione militare della mia città – come qualcuno paventò a suo tempo – ma un presidio tutto sommato “leggero” che, con la sua sola presenza, sortiva l’effetto di rendere la zona un po’ più “tranquilla”, percettivamente “non a rischio”. Peccato non avessi con me la videocamera: avrei ripreso la scenetta volentieri, per metterla a confronto con le roboanti dichiarazioni che paventavano per noi una deriva cilena, apparse sui giornali quando venne introdotto il provvedimento di affiancare nelle città l’esercito alle forze dell’ordine. No, EUR Magliana l’altra sera non sembrava affatto la Santiago di Pinochet.
Allora, posso iscrivermi anch’io alla categoria dei borghesi benpensanti, categoria tanto vituperata dai veri spiriti progressisti e democratici?
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