Stupro d’Artista

2 Ottobre 2009

La vita del regista Roman Polanski, indiscusso maestro del cinema e premio Oscar 2002 per Il Pianista, è stata costellata di eventi tragici e di violenza inaudita. Fin dall’infanzia, quando costituiva il divertente bersaglio di cecchini nazisti, dopo che gli avevano deportato ed ucciso la mamma ad Auschwitz, poi nella maturità quando seguaci di Charles Manson uccisero atrocemente sua moglie, la splendida attrice Sharon Tate e la creatura che portava in grembo.

L’episodio che lo ha riportato recentemente agli onori della cronaca risale a 32 anni fa: il regista, ospite nella villa di Jack Nicholson e sotto l’effetto di stupefacenti, abusa di una ragazzina tredicenne, aspirante modella, e per questo reato (ammesso dallo stesso Polanski) viene condannato ad una pena detentiva che non sconterà perché fuggirà dagli USA, riparando in Francia.

Ma ecco che, arrivato sabato scorso in Svizzera per ritirare un premio cinematografico, Roman Polanski viene arrestato sulla base del mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti nel 1978. Il regista rischia l’estradizione negli USA dove potrebbe essere assoggettato ora a quella pena detentiva mai scontata.

E’ a questo punto che entra in scena il mondo della Cultura con la C maiuscola. Molti attori e registi di fama internazionale sottoscrivono un appello che invoca per il regista di Tess e di Rosemary’s Baby l’immediata scarcerazione. Tra i firmatari della petizione Ettore Scola, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Monica Bellucci, Michele Placido ed altri nomi noti della cinematografia fra cui Costa-Gavras, Fanny Ardant e Bertrand Tavernier.

“I cineasti e gli autori francesi, europei, americani e del mondo intero intendono affermare la loro costernazione – si legge nell’appello – per l’arresto del grande regista e ne chiedono l’immediata liberazione”. “E’ inammissibile – continua il testo della petizione – che una manifestazione culturale internazionale, che rende omaggio a uno dei piu’ grandi cineasti contemporanei, possa trasformarsi in una trappola da poliziesco”.

Si ripete un rituale già visto: la Cultura si muove per salvare l’Artista, come già avvenne per esempio in occasione della richiesta italiana di estradizione dalla Francia per Cesare Battisti, oggi affermato romanziere dopo aver militato nei Proletari Armati per il Comunismo, sfuggito per decenni alla condanna a due ergastoli per quattro omicidi compiuti negli Anni di Piombo.

Mi chiedo: se lo stupro l’avesse commesso un povero cristo, privo di virtù artistiche, si sarebbe mobilitato qualcuno per salvarlo dalla condanna? Un reato è meno reato se chi lo commette sa dirigere un film o scrivere un libro? Io penso di no. E penso pure che non basta essere Artisti per sfuggire alle proprie responsabilità.

Entry Filed under: Cose della vita, Le infinite domande, Storia e memoria. .

2 Comments Add your own

  • 1. fma  |  2 Ottobre 2009 at 17:25

    La domanda è retorica, la risposta corretta è no. Uno stupro è uno stupro, che a commetterlo sia Roman Polanski o Apostulo Codreanu. Fine della trasmissione.
    Però…
    Però se anzichè inseguire Michelangelo Merisi, per assicurarlo alla giustizia, lo avessero lasciato andare, magari ora avremmo un’altra cena di Emmaus, o un’altra vocazione di San Matteo, da ammirare.
    Sarò cinico, ma mi chiedo, in termini di tornaconto generale, quale delle due soluzioni, a poter scegliere, sarebbe stata più conveniente per il genere umano.
    E questa non è una domanda retorica.

    Replica
  • 2. crimilda  |  2 Ottobre 2009 at 20:24

    Sai come la penso tra artista e persona, non si possono scindere. Preferisco un film in meno.
    Solo il tempo mi fa pensare. Solo i troppi anni passati, fosse stato pure un uomo comune, quando poi fu patteggiata la pena.

    Poi dio mio, abbiamo il presidente del consiglio, santa pazienza Fu, fare queste domande agli italiani! anche tu!

    Replica

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