Statali: in gabbia!
17 gennaio 2009 at 00:21 1 commento
L’avvento dei tornelli al Ministero dell’Interno ha scatenato (no, non esageriamo) dato luogo a qualche reazione.
Su questo sito si legge una lettera di una lavoratrice del ministero indignata per la “bella novità” costituita dall’avvento della rilevazione elettronica di ingressi/uscite poco prima dello scorso Natale.
Ma quel che è più interessante leggere si trova nei commenti all’articolo stesso. C’è di tutto, dalle reazioni inferocite di normali cittadini che si indignano dei privilegi di fannulloni pagati dalle loro tasse, a segnalazioni di vere e proprie truffe perpetrate dalle “amichette” di dirigenti compiacenti. C’è chi maledice il ministro Brunetta e chi le esorta ad insistere, anzi a licenziare la metà del personale.
Ecco un paio di commenti:
Badge, è questa la parola chiave. In inglese vuole dire distintivo, una plastichetta sempre delle stesso materiale: cloruro di polivinile. E’ la tesserina magica che da sola può dimostrare se davvero siamo in ufficio o non ci siamo. E allora esiste l’Angelo del Badge, quello che si presenta alle sette del mattino e ne infila cinque tutti in una volta: gli altri quattro colleghi possono dormire tranquilli. C’è la bellona che usa il badge del suo amico dirigente. C’è quello che ha la piccola ditta di infissi fuori dell’ufficio -il classico secondo lavoro- e che strizza l’occhiolino alla guardia giurata. C’è chi si è fatto amico l’autista del direttore, e allora via con il badge.
In mancanza di tutte queste soluzioni, ce n’è un’ultima: studiare bene la planimetria del palazzo, ci sono gallerie, porticine segrete, corridoi nascosti, meglio di qualsiasi badge al mondo
Gli impiegati statali non hanno “le palle” per farsi sentire, al massimo possono iscriversi a qualche sindacato nella speranza che questo gli tolga dal fuoco le patate bollenti: per la strgrande maggioranza lo statale è un inetto che al di fuori della pubblica amministrazione non saprebbe cosa fare!
LO STATALE E’ UNO SCANSAFATICHE PER SUA STESSA DEFINIZIONE!
Io con uno stipendio statale… mi ci compro un paio di scarpe!!!!
Una lettura che consiglio a chi passa di qui.
Entrata archiviata sotto: Cose della vita. Tags: brunetta, fannulloni, ministeri, tornelli.
1.
Liberalvox | 20 novembre 2010 alle 11:38
TORNELLI AL VIMINALE: una vergognosa melina amministrazione-sindacato!
Gentile Redazione, sona una dipendente del Ministero dell’Interno e presto sevizio al Viminale. In questi giorni non si fa altro che parlare dei famigerati “tornelli”, un sistema di controllo elettronico delle presenze del personale (questo per quei pochi che ancora non sapessero di cosa sto parlando). La cosa più raccapricciante è che questa soluzione è fortemente osteggiata da una vergognosa melina amministrazione-sindacato! Il motivo apparente di un tale ostruzionismo, che dovrebbe portare ad un sistema più oggettivo del controllo del personale, è il seguente: vanno bene i tornelli, purchè valgano per tutti: impiegati, dirigenti, poliziotti, pompieri e… politici! Per carità, nulla questio sul principio di uguaglianza nel rispetto della norma (tanto… fatta la legge, trovato l’inganno), ma a me sembra del tutto pretestuosa questa motivazione. Secondo me i motivi veri, sono ben altri! Motivi ”clientelari” come al solito! Infatti con un controllo elettronico delle entrate e delle uscite del personale, tanti ‘altarini’ verrebbero scoperti. Per esempio, come spiegherebbero “lorsignori” – tabulati alla mano – le migliaia di poliziotti imboscati dietro le scrivanie e situazioni in cui alcuni, molti, troppi dipendenti collocati ad hoc in “certi-uffici” percepiscono straordinari per un ammontare di 50/70 ore al mese per di più con l’aggiunta delle 6 ore settimanali da recuperare per beneficiare della settimana corta? Una giornata è fatta di 24 ore, a meno che non si “concerti” la soluzione di tarare i “tornelli” su giornate della durata di 48 ore! E poi, come si potrebbero nascondere “talune-assenze” alla Ragioneria Generale dello Stato? Come si giustificherebbe il fatto che il pomeriggio gli uffici sono deserti, ma poi tutti riscuotono i compensi derivanti dal lavoro straordinario? Personalmente sono favorevole ad un sistema più rigido di controllo che ponga fine a certi privilegi. Sono pronta ad accettare il binomio: PIU’ SEVERITA’, PIU’ RIGORE MA STIPENDI MIGLIORI PER TUTTI! Insomma un sindacato “serio”, una pubblica amministrazione “degna”, dovrebbero lottare per smascherare certi “giochetti” e battersi per far lavorare tutti, meglio, di più ed allo stesso modo. Soltanto con il lavoro, solo con la qualità del servizio offerto ai cittadini, si possono rivendicare situazioni economicamente vantaggiose per “tutti” i lavoratori: SOLO IL LAVORO PAGA! Ma questo, resta soltanto un mio personalissimo… pensiero.